DIFESA CIVILE: SIMULATO A L’AQUILA ATTACCO CON GAS NERVINO
(AGI) - L’Aquila, 28 nov. - Due morti e diverse decine di intossicati (di cui uno in rianimazione) dal Sarin, una sostanza chimica assimilata ad un gas nervino. E’ lo scenario, simulato, che si e’ presentato ai soccorritori nell’aula magna della facolta’ di ingegneria, a Roio (L’Aquila), dove questa mattina si e’ svolta l’esercitazione di difesa civile coordinata dalla Prefettura dell’Aquila “Roio 2006″. Nell’aula magna dell’universita’ e’ stato simulato un attacco terroristico messo in atto da due uomini (altri fiancheggiatori saranno arrestato dalle forze dell’ordine mentre tentano la fuga nei boschi di Monteluco), che liberano la sostanza tossica a seguito di una colluttazione con gli agenti che stanno cercando di neutralizzarli. Appena capita la natura dell’attacco, sul posto vengono inviate squadra dei vigili del Fuoco con unita’ di decontaminazione, del 118, della protezione civile e della Croce Rossa. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza istituiscono intanto posti di blocco che culmineranno con la cattura di due fiancheggiatori.
L’esercitazione, alla quale hanno assistito il direttore centrale della difesa civile del dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero degli Interni, Riccardo Compagnucci, il Prefetto Giovanni Troiani, il Questore Sergio Visone ed il comandante della compagnia Carabinieri dell’Aquila, Domenico Troiani, ha avuto inizio alle 10 e si e’ conclusa alle 12,35.
“E’ indispensabile poter valutare la capacita’ di risposta di un sistema complesso, come quello della difesa civile - ha detto il Prefetto Troiani al termine - formato da strutture che lavorano distintamente, con proprie regole, che al momento della necessita’ devono essere capaci di reagire insieme”.
“Ognuno deve sapere cosa deve fare. Le procedure, ovviamente - ha detto invece Compagnucci - sono diverse ma e’ sul campo che devono essere messe insieme perche’ i tempi sono strettissimi. tirar fuori una persona da una cosiddetta zona rossa in trenta minuti e’ un successo. Non bisogna lasciare niente al caso. Quello che e’ successo qui e’ soltanto la parte operativa di una pianificazione. Tutte le 103 Prefetture hanno piani di difesa civile dove e’ gia’ scritto quello che ognuno deve fare. L’esercitazione serve per verificare se ci sono tempi da abbassare, miglioramenti da fare, e vedere quindi se il piano funziona”. (AGI)
Red/Ett