UNIVERSITÀ CATANZARO: STUDIO RICERCATORI SU “NATURE PHOTONICS”

(AGI) - Catanzaro, 29 nov. - Pinzette miniaturizzate, costituite da fibre ottiche, in grado di studiare le piu’ piccole parti della materia, con una metodologia completamente nuova resa possibile dalla combinazione di nanotecnologie e fotonica. E’ questa la rilevante novita’ nell’approccio di ricerca per i fenomeni biologici e fisici che emerge dal lavoro condotto da un gruppo di giovani ricercatori dell’Universita’ Magna Graecia di Catanzaro e dell’Universita’ di Pavia, che e’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Photonics. Le pinzette ottiche (Optical Tweezers) - si legge in una nota dell’ateneo catanzarese - , grazie alla possibilita’ di intrappolare singole particelle o componenti biologici elementari di dimensione micrometrica o sub-micrometrica attraverso un fascio luminoso prodotto da un laser, permettono, con un approccio di studio che dal composto piu’ elementare si sposta, gradualmente, verso i composti piu’ complessi, di analizzarne le caratteristiche e le proprieta’ e di guidarne i movimenti per esperimenti di interazione o manipolazione. Le Optical Tweezers agiscono sfruttando un fenomeno riguardante l’interazione tra radiazione (in particolare, un fascio laser) e materia, la cosiddetta “pressione di radiazione”. Qualsiasi corpo investito da radiazione luminosa risente, infatti, di una forza di tipo meccanico che tende a spostare l’oggetto nella direzione di propagazione del fascio di luce. L’intensita’ di questa forza e’ estremamente piccola, e dunque ininfluente a livello macroscopico, ma sufficiente a spostare particelle di dimensione micrometrica o submicrometrica. Inoltre, focalizzando un fascio laser tramite opportune lenti, e’ stata dimostrata, in passato, la possibilita’ di sfruttare queste forze per intrappolare e muovere queste particelle senza che ci sia contatto fisico, esercitando su di esse forze calibrate con grande precisione. (AGI)
Com/Adv (Segue)