FARMACI BIOSIMILI: INCONTRO A BOLOGNA SU LORO USO RESPONSABILE

(AGI) - Bologna, 22 apr. - Nei prossimi anni un numero sempre crescente di pazienti si curera’ con farmaci biotecnologici. Accanto ai medicinali tradizionali, prodotti attraverso la sintesi chimica, le medicina dispone infatti gia da’ qualche anno di un ampio ventaglio di biofarmaci, molecole complesse prodotte da organismi viventi attraverso tecniche di ingegneria genetica, che sono in grado di contrastare la malattia in modo piu’ selettivo ed efficace. Tra i piu’ noti ed ‘antichi’, l’insulina (1982), l’ormone della crescita (1985), il vaccino contro l’epatite B (1986), i vari tipi di interferone (1986/89), l’eritropoietina e le interleuchine (1989). La crescente diffusione dei farmaci biotech - basti pensare che un terzo delle molecole in fase di sviluppo e’ di origine biologica e che nel 2010 il 50% di tutti i nuovi farmaci approvati nei diversi Paesi saranno di origine biotecnologica - permettera’ di curare meglio i tumori, le malattie infettive, neurologiche, cardiovascolari, respiratorie, autoimmuni e l’Aids. Tuttavia - con l’arrivo tra i medicinali generici dei farmaci biosimili, proteine fotocopia dei biologici non piu’ coperti dal brevetto - medici e amministratori pubblici si troveranno di fronte al difficile problema di come utilizzare al meglio questi farmaci tutelando la salute dei pazienti. Di questo, e della disciplina dei biosimili, si e’ parlato oggi a Bologna nell’ambito del convegno promosso dalla Scuola Superiore di Oncologia e Scienze Biotecnologiche, sul tema “Biosimilari: prospettive a confronto”. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, i professori Leonardo Santi, presidente del Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie, Antonio Santoro, U.O. Nefrologia, Dialisi e Ipertensione Policlinico S. Orsola Malpighi e Dino Amadori, Istituto Tumori della Romagna, IRTS Meldona-Forli’. Il dibattito ha messo in evidenza proprio come, a fronte dei successi ottenuti dai farmaci biologici, con la scadenza dei brevetti di alcune molecole e l’arrivo sul mercato dei farmaci biosimili, farmaci fotocopia dei biologici, medici e amministratori pubblici siano chiamati ad affrontare il problema. Infatti, se da un lato e’ assodato che i farmaci biosimili garantiscono adeguati profili di sicurezza, e’ pur vero che nessun produttore e’ in grado di garantire che un farmaco biosimile sia l’esatta fotocopia del farmaco biologico di riferimento. Questo perche’ i biologici sono prodotti utilizzando cellule animali o vegetali e in natura non esistono due cellule uguali. Le fotocopie, i biosimili, potranno essere piu’ scure, piu’ chiare, sfuocate, ridotte o ingrandite. Simili, come dice il nome stesso ma sicuramente non uguali. (AGI)

Mir/Red (Segue)