P.A.: 12 E 13 MAGGIO ROMA “CAPITALE” MONDIALE RADIOFREQUENZE
(AGI) - Roma, 27 apr. - Anche la Pubblica Amministrazione verso la strada dell’identificazione a radiofrequenza, la cosiddetta RFID, per migliorare - attraverso la tracciabilita’ di persone e oggetti - l’efficienza e la sicurezza dei servizi offerti a cittadini ed imprese, partendo dall’innovazione dei processi amministrativi, compresi quelli sanitari. Dopo la logistica, infatti, le applicazioni delle targhette identificative a radiofrequenza possono trovare ampi spazi di utilizzo anche nel settore pubblico. Per fare il punto su questo dinamico scenario - contraddistinto da quasi 1,8 miliardi di placchette vendute nel mondo, con un fatturato che nel 2008 sfiorera’ i 5,3 miliardi di dollari (+7% sul 2007) - il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) e la facolta’ di Ingegneria di Tor Vergata hanno promosso per il 12 e 13 maggio due giornate internazionali di studio per mettere a confronto universita’ (tra cui quella di Berkeley, negli Usa), enti di ricerca, industrie, pubblica amministrazione e istituzioni, come la Commissione Ue e l’EPO-European Patent Office. L’obiettivo e’ stimolare nuove sinergie ed interazioni, valorizzando la naturale connotazione multi-disciplinare della tecnologia RFID. Per consentire un piu’ ampio sviluppo della tracciabilita’ di oggetti e soprattutto di persone, il CNIPA ha gia’ emanato le ‘Linee guida per l’impiego dei sistemi RFID nella Pubblica amministrazione’, che affrontano pure diversi aspetti rilevanti, tra cui quelli relativi ai costi e all’affidabilita’, con un occhio di riguardo alla sicurezza. Gli spazi di applicazione dell’identificazione a radiofrequenza nel settore pubblico, come gia’ avvenuto in quello privato, sono innumerevoli: a partire dal settore sanitario dove si stanno sperimentando le “cartelle cliniche intelligenti”, che evitano la somministrazione errata dei farmaci. Sempre in campo sanitario con l’RFID si può leggere e monitorare a distanza l’evoluzione delle condizioni di un paziente, degente a casa anziche’ in ospedale, e adeguare le terapie e gli interventi necessari. Ma gia’ si pensa di andare oltre al tradizionale codice a barre che contraddistingue attualmente molte pratiche burocratiche che, cosi’, diventano “autoreferenti”. Come pure di sviluppare percorsi turistici e artistico-culturali lungo i quali i luoghi di interesse e i monumenti “dialogano” con il telefonino dei visitatori fornendo loro informazioni essenziali. E ancora, gestire il patrimonio immobiliare pubblico e lo stesso parco veicoli delle Pubblica amministrazioni. (AGI)
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