MOTORI AUTO: NUOVO PROGETTO DALL’INVENTORE DEL “COMMON RAIL”

(AGI) - Bari, 27 giu. - “Questo progetto ha un fatto nuovo, insieme allo sviluppo ulteriore dei componenti dell’impianto d’iniezione prevede lo sviluppo di tecnologie per produrre”. Lo ha spiegato Mario Ricco, l’inventore barese del primo “common rail”, il sistema di iniezione che ha rivoluzionato la produzione automobilistica 15 anni fa, presentando un nuovo progetto di ricerca per mettere a punto il common rail di nuova generazione per autoveicoli Euro 6 insieme alle tecnologie necessarie per produrlo nel Mezzogiorno. “Perche’ - ha spiegato Ricco durante un incontro organizzato presso la Confindustria di Bari dal Consorzio Medis - produrre un nuovo componente, che poi non si puo’ produrre nel territorio perche’ mancano le tecnologie produttive, comincia ad essere un lavoro poco gratificante. Quindi, in questo progetto stiamo dando pari peso ai nuovi componenti e alle nuove tecnologie di processo per produrle nella speranza che poi si creino nuove opportunita’ di lavoro”. Il progetto di ricerca del Consorzio Medis inaugura l’attivita’ del Distretto tecnologico della Meccatronica pugliese, consorzio costituito nel 2007 su iniziativa dell’Arti Puglia, Agenzia regionale per la tecnologia e innovazione, ed ha l’obiettivo di dar vita a un polo regionale della Meccatronica. Progetto “ambizioso” ma condiviso, come ha spiegato il presidente di Confindustria Bari, Alessandro Laterza. Secondo l’inventore del common rail, vicepresidente del Medis, “in realta’ apparentemente e’ un’evoluzione di quanto cominciato a fare 15 anni fa; 15 anni fa e’ stata una rivoluzione in termini di nuova architettura dell’impianto da cui dipende in buona parte il motore diesel. Oggi - ha concluso - c’e’ una grossa evoluzione necessaria perche’ sono evoluti i limiti di emissione e anche le specifiche tecniche: oggi per vendere le vetture bisogna farle sempre piu’ attraenti, non solo in termini di quelle opzioni ormai indispensabili ma anche in termini di prestazione e di gidabilita’, perche’ no, di consumo”.(AGI)

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