SALUTE: A VARESE PRIMO TRAPIANTO IN LOMBARDIA DI DISCO ERNIATO
(AGI) - Varese, 30 giu. - Per la prima volta in Lombardia e’ stato effettuato un trapianto autologo per sistemare un’ernia al disco su una paziente di 50 anni gia’ operata per ernia al disco lombare in un altro ospedale. In poco tempo, pero’, aveva sviluppato una recidiva con dolori alla gamba tali da immobilizzarla. Cosi’ si e’ rivolta alla Neurochirurgia di Varese dove i medici hanno deciso di asportare l’ernia con l’ausilio del microscopio operatorio e di procedere contemporaneamente al trapianto discale. E’ stato anche asportato del materiale discale inviato poi in un centro specializzato in Germania che si occupa di medicina molecolare e ingegneria tissutale. Dopo tre mesi, durante i quali il materiale e’ stato ‘fatto fruttare’ per ottenere il numero di condrociti discali utili all’intervento, si e’ proceduto al reimpianto del materiale. La paziente sta bene e sta seguendo il ‘follow-up’ al fine di ottimizzare il risultato del trapianto. L’innovativa tecnica e’ stata utilizzata dal Prof. Giustino Tomei primario di neurochirurgia all’ospedale di Varese che ha eseguito quello che viene definito ‘trapianto di disco lombarde costituito da condrociti discali autologhi’, un sistema che consenti di ‘riparare’ un disco vertebrale erniato con l’utilizzo di materiale discale prelevato dal paziente e fatto poi sviluppare in laboratorio. Una sorta di autotrapianto che modifica radicalmente la mentalita’ del neochirurgo che, attraverso questa tecnica, non dovra’ piu’ considerare il disco erniato un qualcosa da togliere di mezzo, bensi’ come una parte di corpo da guarire biologicamente consentendo al paziente di tornare ad avere il completo funzionamento della colonna spinale. Normalmente il reimpianto si esegue in anestesia locale con tecnica percutanea, ma in questa paziente, per una particolare conformazione anatomica, si e’ dovuti procedere al reimpianto per via chirurgica. Momentaneamente questa tecnica viene riservata a pazienti in giovane eta’ con ernie discali recidive allo scopo di prevenirne di ulteriori e di perdere eccessivamente la sostanza discale con conseguente abbassamento dello spazio tra le vertebre. A Varese e’ stato possibile grazie alla collaborazione fra la Neurochirugia del Circolo e il Centro di ricerca interdisciplinare di patologia e chirurgia del rachide l’Universita’ dell’Insubria. (AGI)
Cli/Mi/Pgi