UNIVERSITA’: SAPIENZA AL VOTO, TRE PER RETTORE LARGHE INTESE
(AGI) - Roma, 28 set. - Dunque, il ritiro dei cinque candidati sugli otto iniziali, potrebbe ampiamente favorire Frati, meglio ancora, dicono i boatos, un Governo Frati-Vestroni.
“E’ opportuno un momento di riflessione, seguire il naturale percorso elettorale che puo’ favorire convergenze ed ampliamento del consenso limpidi e trasparenti”, chiosa Vestroni, il Preside della Facolta’ di Ingegneria, il cui auspicio e’, “un Rettore di largo consenso”. Ma a tale traguardo bisogna arrivarci, secondo il prudente, riflessivo ma altrettanto determinato Vestroni, per gradi e seguendo “il naturale percorso elettorale”. Ossia, tener conto di come e dove si distribuiranno i voti dei cinque usciti di scena: le convergenze dovranno esser, per Vestroni, alla luce del sole, trasparenti. E il super favorito Frati? “L’ho detto e lo ripeto: se eletto saro’ Rettore di tutti”. Il maggior Ateneo d’Europa, “se vuole essere il punto di riferimento dell’area mediterranea, acquisire una dimensione internazionale, elevare la meritocrazia a criterio guida - aggiunge Frati - e puntare sulla qualita’ e la ricerca, ha bisogno di un Governo unitario, ampio e rappresentativo”. Ha bisogno, in altre parole, “di tutte le energie vitali presenti nell’Ateneo”, conclude Frati facendo riferimento alla lettera di ritiro di Orlandi e Campanella. Via, dunque, alle larghe intese. “Abbiamo bisogno assoluto, specie in una congiuntura economica internazionale difficile e complicata, di un Governo - dice Adriano Redler, Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche - collegiale, unito ed autorevole: lo si puo’ fare solo con larghe intese”. (AGI)
Pat