‘NDRANGHETA: DIA SEQUESTRA BENI PER 60 MLN A CLAN MANCUSO
(AGI) - Catanzaro, 30 lug. - Giuseppe Prestanicola era stato arrestato nel febbraio scorso, nel corsoo di un’operazione del Ros dei Carabinieri, insieme ad altre persone, sempre nell’ambito di un’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nei lavori di ristrutturazione dell’autostrada. Per ottenere il sequestro di beni eseguito stamani, come e’ stato spiegato nel corso di una conferenza stampa dal colonnello Francesco Falbo, responssbile della Dia di Reggio Calabria e dal suo collega della Dia di Catanaro, Antonino Cannarella, gli inquirenti hanno presentato al Tribunale di Vibo Valentia una ricostruzione dettagliata della storia finanziaria dell’imprenditore, il quale, e’ stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, aveva realizzato, sotto la regia dei Mancuso, un vero e proprio impero economico specializzato nei settori dell’edilizia e dell’ingegneria civile, che gli aveva permesso, fino al 2007, di accaparrarsi appalti pubblici sbaragliando ogni forma di concorrenza grazie ai suoi referenti mafiosi. I beni e le ativita’ imprenditoriali sequestrati erano formalmente intestatia congiunti stretti di Prestanicola, indicati dagli inquirenti come “meri esecutori” della volonta’ del capofamiglia, il quale concordava le sue strategie direttamente con i capi del clan Mancuso.
I rapporti sulle sue frequentazioni non sono bastati alla magistratura inquirente per ottenerne la condanna nell’ambito del processo “Arca” (conclusosi con 8 condanne in seguito a patteggiamento su 12 indagati) in cui era implicato, ma sono stati giudicati sufficienti dal tribunale di Vibo Valentia ai fini dell’emissione del decreto di sequestro.
Prestanicola, secondo la Dia, e’ nato come imprenditore gia’ “inquinato” dai rapporti con i Mancuso, con i quali, tuttavia, non risultano rapporti di parentela. Dal 1998 in avanti Prestanicola risulta aver dichiarato al fisco, grazie ai lavori pubblici che si era assicurato, un fatturato assai elevato, vantando un parco macchine da cantiere di oltre 100 mezzi, grazie anche ai lavori acquisiti in subappalto per l’ammodernamento dell’autostrada, vantando anche i certificati antimafia di cui le sue imprese godevano fino al 2007. (AGI)
Adv