CRISI: UNIONCAMERE, PIU’ POSTI LAVORO PER LAUREATI E DIPLOMATI
(AGI) - Roma, 14 set. - La crisi tagli posti di lavoro ma quest’anno sono aumentate opportunita’ per laureati e diplomati. Laureati in Economia e ragionieri, pur calando di numero, mantengono la prima posizione nella classifica dei titoli di studio piu’ richiesti dalle imprese. A dimostrarlo e’ il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, uno dei pochi strumenti di orientamento disponibili per i giovani e le famiglie alle prese con la scelta della facolta’ universitaria che offra reali chance per il futuro o prossimi all’inizio dell’anno scolastico. Su 523mila assunzioni complessive programmate entro il 2009 dalle imprese di tutti i settori economici, spiega Unioncamere, 62.460 sono destinate a laureati e 221.830 a diplomati. Percentualmente questi titoli di studio accrescono la propria incidenza sul totale delle assunzioni: rispetto al 2008 le lauree rappresentano infatti quasi il 12% delle richieste delle imprese (erano il 10,6% lo scorso anno), mentre i diplomi superano il 42% (contro il 40,5% del 2008). I piu’ amati dalle imprese si confermano i laureati in Economia e nei diversi indirizzi di Ingegneria. Ma nel 2009 aumenta la richiesta di altre tipologie di laureati, o in termini di peso percentuale sul totale delle assunzioni (e’ il caso dei laureati nell’indirizzo sanitario-paramedico), oppure, sebbene con una richiesta decisamente piu’ contenuta, in valore assoluto (come nel caso dell’indirizzo politico-sociale). Tra i diplomi, quelli con indirizzo amministrativo-commerciale assicurano maggiori possibilita’ ai giovani. Continua a mantenersi alto anche quest’anno il gap tra Nord e Mezzogiorno quanto a richiesta di lavoratori in possesso di titolo di studio universitario e di scuola superiore. Se nel Nord-Ovest la quota di assunzioni riservata a laureati e diplomati raggiunge quasi il 60% del totale, nel Nord-Est arriva al 53,6%, al Centro al 53,3%, nel Mezzogiorno al 50,1%, con una quota di laureati richiesti che non raggiunge il 9%. A livello provinciale, spicca l’alta percentuale di laureati richiesti a Milano, Torino, Roma, Padova e Pescara, Monza e Varese, mentre sul fronte opposto si posizionano Imperia, Grosseto, Asti e Avellino. Lucca, Matera, Imperia, Cosenza e Aosta eccellono invece nella richiesta di diplomati, le cui opportunita’ sono inferiori, invece, a L’Aquila, Caltanissetta, Viterbo, Isernia e Livorno. “I dati di Excelsior - ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - mostrano che il sistema produttivo italiano non si e’ certo fermato in quest’anno difficile per l’economia”. “Una delle prime strategie messe in atto per contrastare la crisi - ha aggiunto - e’ quella dell’investimento sul capitale umano, la risorsa principale sulla quale puo’ contare l’impresa. Ecco cosi’ che, pur dovendo contenere i propri programmi di assunzione, le imprese alzano ‘il tiro’ e si mettono alla ricerca di professionalita’ piu’ elevate e di giovani laureati. L’obiettivo - ha concluso - e’ quello di prepararsi ad affrontare la sfida della ripresa potendo contare su competenze capaci di fare la differenza, di produrre innovazione, di accrescere la competitivita’”. (AGI)
Red/Ila