ENI: LO SPEZZATINO DI K.VINKE NON PIACE A ANALISTI E SINDACATO

(AGI) - Milano, 30 set. - Ha esordito il professor Gianfranco D’Atri dell’Universita’ della Calabria chiedendo ai manager di Knight Vinke se il Ministro Tremonti fosse stato invitato e se con il governo fosse in corso un dialogo su questo tema. “Il ministro Tremonti sarebbe stato molto gradito, ma penso che al ministero prima vorranno analizzare le nostre proposte. Poi - ha risposto Erik Knight - ci attendiamo senz’altro una risposta…anche se immaginiamo non potra’ essere in tempi brevi”. Poi un altro docente, il professor Giulio Sapelli, ha fatto notare che una eventuale quanto “improbabile” separazione delle attivita’ di Eni potrebbe, al massimo, far “aumentare il valore del titolo nel breve periodo” ma non sarebbe certo “una soluzione strategica” e industriale per il gruppo. E via di questo passo. Per Giuseppe Nava di Bain & Company una eventuale separazione farebbe nascere due medie compagnie senza piu’ una massa critica competitiva sui mercati internazionali. L’investment Banker di Morgan Stanley ha spiegato di non aver chiaro quale potrebbe essere il destino della prevista compagnia oil domandandosi quale potrebbe essere la reazione degli azionisti di Snam Rete Gas di fronte a una simile ipotesi. E Silvio Caponi di Banca Imi ha ricordato chen nel caso di Eni “siamo in presenza di una societa’ con un rating di doppia A che puo’ far fronte alla crescita con mezzi propri”.

Particolarmente “preoccupato e critico” l’intervento di Dario Ilossi della segreteria di Femca, il sindacato di categoria della Cisl. “Il vostro progetto ha il sapore di una manovra di alta ingegneria finanziaria ma manca di una strategia industriale”. E guardando nel lungo periodo - ha sopttolineato il sindacalista - ci preoccupa non solo la difesa dell’occupazione ma anche la capacita’ e l’induipendenza dell’approvvigionamento energetico”.(AGI)

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