FISICA:ANTIMATERIA OTTICA ESISTE,STUDIO CNR NAPOLI-ATENEO BERKLEY
(AGI) - Napoli, 10 dic. - L’antimateria ottica esiste. Lo ha dimostrato un’equipe di ricercatori dell’Istituto per la microelettronica e microsistemi a Napoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Imm-Cnr), coordinata da Vito Mocella. Lo studio, realizzato presso i laboratori dell’Universita’ di Berkeley, e’ stato pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”, con un richiamo in copertina. I ricercatori hanno creato un metamateriale, cioe’ un materiale ingegnerizzato, che, grazie a opportune modifiche della struttura, acquisisce proprieta’ particolari quali l’impedimento alla propagazione della luce nell’aria, rendendo invisibile l’oggetto. “Il nostro metamateriale e’ stato realizzato modificando a una scala nanometrica (nell’ordine del milionesimo di millimetro, ndr.), la struttura del silicio, in cui abbiamo praticato piccolissimi fori”, spiega Mocella. “Abbiamo poi alternato un migliaio di piccole strisce di metamateriale a porzioni di aria di uguale lunghezza d’onda. Quando la luce passa attraverso questo sistema fatto di aria e di ‘antiaria’, e’ come se non avesse attraversato ne’ l’uno ne’ l’altro materiale”, aggiunge. E’ insomma come se quello spazio, per la luce, non esistesse: “Il metamateriale composto da silicio forato ha infatti un indice di rifrazione opposto a quello dell’aria, e precisamente -1, poiche’, per la luce, l’aria e’ assimilabile al vuoto che convenzionalmente ha un indice di rifrazione pari ad 1″, dice ancora. “In questo senso, il metamateriale e’ ‘anti-aria’. Affiancando l’una all’altra, aria ed antiaria si annullano, almeno per quanto concerne la propagazione della luce. Il risultato globale e’ che aria ed antiaria affiancati sono resi invisibili, almeno per una specifica lunghezza d’onda”, conclude il ricercatore. Negli ultimi anni gli scienziati di tutto il mondo hanno fatto enormi progressi nella realizzazione di metamateriali, ispirati a John Pendry, il fisico che a meta’ degli anni ‘90 li propose per primo: dalle microonde, la cui lunghezza d’onda e’ dell’ordine del centimetro, fino al vicino infrarosso e all’ottico, la cui lunghezza d’onda e’ dell’ordine del micron (la millesima parte del millimetro, ndr.) e richiede un sofisticato controllo delle nanotecnologie per realizzare le complesse lavorazioni dei materiali. L’intuizione decisiva del gruppo Imm-Cnr e’ stata quella di non utilizzare metalli, perche’ non adatti a lavori su grandi dimensioni. Per il momento il prototipo realizzato, interamente in silicio, ha dimensioni di quattro millimetri per quattro. Siamo dunque ancora lontani dalla realizzazione di un oggetto che abbia le caratteristiche del ‘mantello di Harry Potter’. “La nostra ricerca pero’ ha dimostrato che i metamateriali funzionano e possono essere utilizzati in applicazioni reali, controllando la luce ad un livello impensabile fino ad alcuni anni fa”, sottolinea0 Mocella. Le prospettive aperte da questa ricerca sono quelle di microscopi ad altissima precisione, applicazioni nel settore dell’interconnessione ottica ad elevata densita’, per migliorare le funzioni dei computer o schermare luoghi delicati come le camere operatorie e le cabine dei piloti, in modo da eliminare le interferenze. (AGI) Lil