PROTESI DIFETTOSA: IL GIUDICE, L’AZIENDA RISARCISCA IL DANNO

(AGI) - Roma, 16 lug - L’8 aprile 2006 il professor Tiberio Bacci, ordinario di Scienze e Tecnologie dei Materiali alla Facolta’ di Ingegneria di Firenze, conclude che “il materiale” con cui e’ prodotta la protesi “presenta delle anomalie metallurgiche”. Come fu per il bullone del volante di Senna che porto’ il tribunale di Bologna a condannare scuderia inglese. In particolare i ‘grani’ di cui e’ composto il dispositivo sono troppo grandi, quindi piu’ soggetti a rottura. La ‘cricca’ che si e’ andata formandosi “per affaticamento” si e’ via via allungata, “senza presentare uno strappo finale”. Significa che non c’e’ stato shock a provocare la rottura definitiva, non un carico eccessivo al quale si sarebbe sottoposta la signora Anna. Nonostante questo, il 15 aprile, il pm reitera la richiesta di archiviazione. Nel frattempo il consulente tecnico di parte nominato dal legale della signora Anna deposita delle proprie note: “E’ sicuramente dimostrato che il materiale con il quale e’ stata prodotta la protesi non era adeguatro allo scopo”, scrive il professor Andrea Corvi, ordinario della facolta’ di Ingegneria all’Universita’ di Firenze. Il 23 maggio 2007 il Gip di Firenze ordina al pm l’iscrizione nel registro degli indagati dei rappresentanti della Stryker Orthopedics e della Stryker Italia Srl. Continuano, pero’, le richieste di archiviazione da parte del pubblico ministero competente alle quali la signora Anna risponde con le sue opposizioni. Il 14 luglio, finalmente la sentenza che assolve il reppresentante della Stryker Italia, condanna quello della Stryker Orthopedics e obbliga la multinazionale a risarcire la signora Anna con 120mila euro. “Non c’era giurisprudenza in Italia - spiega l’avvocato Francesca Meucci - avevamo solo la sentenza del tribunale di Bologna del 2005 che stabili’ un nesso di causalita’ del tutto innovativo”. (AGI) Cli