OCCUPAZIONE: UNIONCAMERE, NEL 2010 NEL VENETO FLESSIONE DELL’1,5%

(AGI) - Venezia, 10 ago. - Cresce la domanda di assunzioni di personale immigrato non stagionale che e’ previsto si attestera’ tra un minimo di 6.820 unita’ e un massimo di 9.830 (tra il 13,8 e il 19,9 per cento del totale, in aumento di un punto percentuale sul 2009). Entro il 2010 le assunzioni a carattere stagionale supereranno quota 24mila, pari al 32,8 per cento del totale, principalmente negli alberghi, ristoranti e servizi turistici (65,1 per cento) e nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (66,4 per cento). Le figure piu’ richieste appartengono al gruppo delle professioni commerciali e dei servizi (18.600 unita’, pari al 37,6 per cento) e degli operai specializzati (13.980 unita’, 28,3 per cento), anche se in flessione rispetto al 2009. Aumentano le richieste di personale non qualificato (5.410 unita’, pari al 10,9 per cento). Nel gruppo professionale dei dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici, nel complesso quasi 11.500 assunzioni, la mappa degli “introvabili” pone al primo posto i farmacisti e professioni affini, gli approvvigionatori e responsabili acquisti, i direttori del dipartimento progettazione, ricerca e sviluppo e gli ingegneri meccanici, per i quali la difficolta’ di reperimento supera il 60 per cento. Si rafforza la domanda dei titoli universitari (+500 assunzioni programmate rispetto al 2009) e di livello secondario e post-secondario (+2.000), a fronte di una minor richiesta di qualifiche professionali (-1.000). Il ramo accademico piu’ richiesto dalle imprese e’ ancora quello economico (1.930 assunzioni), seguito da ingegneria elettronica e dell’informazione (550) e insegnamento e formazione (470). Per quanto riguarda gli indirizzi di studio di livello secondario, post secondario e qualifica professionale, i piu’ gettonati si confermano quello amministrativo-commerciale (quasi 7mila assunzioni previste), meccanico (1.900) e turistico-alberghiero (1.820). “L’indagine Excelsior conferma che il 18 per cento delle imprese del Veneto sono disponibili ad assumere nonostante siano uscite da un anno difficile per l’economia - commenta Federico Tessari, presidente veneto di Unioncamere -, lo sforzo quindi e’ duplice: mantenere quanto piu’ possibile le risorse presenti in azienda e nel contempo riorganizzare il ciclo produttivo cercando nuove professionalita’. Un punto di forza del nostro sistema sono le produzioni di qualita’ che significa prima di tutto qualita’ del capitale umano”. (AGI) Red/Vic