INDUMENTI ‘INTELLIGENTI’ PER OPERATORI SOCCORSO
(AGI) - Cagliari, 8 set. - Terremoti, alluvioni, grandi incidenti industriali: in simili situazioni la possibilita’ di monitorare in tempo reale le condizioni fisiche e ambientali di vigili del fuoco e operatori della protezione civile, non solo serve a garantire la sicurezza dei soccorritori ma anche il coordinamento e l’efficienza degli interventi. Grazie al progetto europeo ProeTex (Protection e-Textiles: micro-nano-structured fiber systems for emergency-disaster wear), conclusosi dopo 4 anni di lavoro e con 23 partner internazionali coinvolti, e’ ora disponibile una nuova generazione di indumenti in grado di monitorare costantemente i fattori di rischio per il personale impegnato in operazioni di soccorso. Il progetto e’ coordinato da Annalisa Bonfiglio, professore di elettronica all’Universita’ di Cagliari e ricercatrice del Centro S3 di Modena dell’Istituto Nanoscienze del CNR. “Abbiamo mostrato”, commenta Bonfiglio, “che e’ possibile produrre indumenti intelligenti davvero utilizzabili, ossia indossabili, lavabili e riusabili. Fino qui abbiamo integrato nei tessuti quante piu’ funzioni possibile, molti sensori di tipo diverso, antenne, batterie flessibili e ricaricabili. Il passo successivo e’ valutare cosa e’ davvero essenziale, per i diversi operatori di soccorso nelle diverse emergenze, e trasformare il prototipo in un prodotto”.
“I sistemi tessili intelligenti sviluppati con questo progetto”, continua Bonfiglio, “in futuro potranno avere impiego non solo in situazioni di emergenza ma anche per lavoratori a rischio nei cantieri, nel settore della sanita’ fino a quello degli sport estremi”. Combinando tecnologie gia’ in commercio con la ricerca piu’ avanzata sulle micro-nanotecnologie, gli indumenti ’sensibili’ e ‘intelligenti’ contengono antenne, sensori e componenti elettronici incorporati direttamente nei tessuti e capaci di comunicare tra loro e con l’esterno. Formano un sistema indossabile, una tuta, in grado di registrare i parametri sullo stato di salute e di affaticamento degli operatori, dal battito cardiaco, alla respirazione, la temperatura corporea, lo stato di idratazione, ma anche posizione, attivita’ e postura; e di monitorare variabili ambientali - temperatura esterna, presenza di gas tossici, calore che penetra i tessuti. Gli stessi indumenti possono comunicare i dati e la posizione dell’operatore a un’unita’ centrale che gestisce le operazioni. Un progetto ambizioso, avviato nel 2006, che ha riunito le competenze di 23 partner europei, tra cui Universita’ di Pisa, Istituto Nanoscienze del CNR, ma anche aziende come Philips Research, Diadora-Invicta, le italiane Smartex e Milior, fino ai reparti della Protezione Civile e la Brigade de Sapeurs dei Pompieri di Parigi che hanno collaudato sul campo i prototipi sviluppati. La terza generazione di prototipi, la piu’ evoluta, sara’ presentata il 9 e 10 settembre 2010, presso il Parco Scientifico Tecnologico della Sardegna (Pula, Cagliari), in occasione della revisione finale del progetto. (AGI) com/Cog