(AGI) - Roma, 17 set. - A partire dal 18 settembre, per due settimane dal lunedi’ al venerdi’ alle ore 14.30, parte un nuovo ciclo del Terzo Anello che riprende il titolo da una celebre e antica ballata degli emigranti: “In America devo andare”. Dieci puntate firmate da Gianfranco Rossi, a cura di Paola Tagliolini e con la regia di Daria Corrias che si pongono l’obiettivo di raccogliere le storie di emigranti legati da un unico filo conduttore: il trasferimento negli Stati Uniti per raggiungere quel successo lavorativo negato loro in Italia. All’inizio del Novecento, gli italiani che attraversavano l’Oceano Atlantico per sbarcare sulle coste americane e dare inizio a una nuova vita erano soprattutto operai, contadini, manovali. Questo flusso migratorio non e’ mai cessato, ma a partire dagli anni Settanta e Ottanta il fenomeno ha mostrato un cambiamento di tendenza: a intraprendere il lungo viaggio verso gli States erano anche persone istruite, con una notevole preparazione e un sogno nel cassetto: realizzarsi professionalmente. “In America devo andare” e’ proprio la storia, raccontata in prima persona, di dieci italiani, alcuni dei quali hanno trovato migliori opportunita’ lavorative negli Stati Uniti persino in un settore che e’ sempre stato prerogativa dell’Italia: quello artistico. Accanto a scienziati, esperti di tecnologia e matematici, si pongono, infatti, le storie di artisti, architetti, designer i quali, nonostante siano nati nella patria dell’arte, hanno trovato successo nella modernissima e tecnologica America. Nel raccontare la propria carriera professionale, dai primi studi fino ai riconoscimenti piu’ recenti, si sono alternati: Federico Faggin, dall’abilita’ sviluppata durante l’infanzia nella costruzione di aeromodelli all’invenzione del microprocessore: questa la straordinaria vita di colui che e’ considerato uno dei grandi padri della seconda rivoluzione industriale. Anna Gatti, 34 anni, dalle aule della Bocconi come giovanissima professoressa a venture capitalist in California e partner di un fondo da 100 milioni di dollari. Alessandro Pinto, 32 anni, per le condizioni modeste della sua famiglia era destinato a fare l’elettricista. E’ diventato invece un affermato ingegnere elettronico ed esperto di sistemi elettronici ibridi. E’ presidente, inoltre, dell’Italian International Student Association di Berkeley. Barbara Rosario, 37 anni, matematico. Dopo aver conseguito master nelle universita’ piu’ prestigiose d’Inghilterra e d’America, si occupa di linguistica computazionale alla Intel la rivoluzionaria azienda californiana. Alessandro Rozza, 35 anni, ingegnere. Arrivato negli USA con una laurea in ingegneria edile, ha capito che per affermarsi oltreoceano aveva bisogno di potenziare i propri studi, cosa che ha fatto laureandosi a Berkeley anche in architettura. Ora lavora in una delle maggiori imprese americane di progettazione di grattacieli e di grandi strutture, la Skidmore, Owings and Merrill. Enrico Moretti, 37 anni, conteso come professore dalle piu’ prestigiose universita’ americane, ha scelto Berkeley dove insegna Econometria. Guido Quaroni, 38 anni, in pochi anni e’ diventato responsabile del software alla Pixar, azienda all’avanguardia nella produzione di film d’animazione. Ottavia Bassetti, proveniente da una delle famiglie imprenditoriali piu’ famose della Lombardia, ha scelto di trasferirsi negli USA dove si occupa di Internet Archive (la memoria storica del web) ed e’ responsabile del Fondo Ambientale Italiano. Alessandra Lanzara, 34 anni, professoressa nel dipartimento di Fisica all’Universita’ di Berkeley, si occupa di materiali superconduttori e dirige una squadra composta da decine di giovani fisici. Enrico Pesatori, ingegnere, prima dirigente della Olivetti America, poi C.E.O. di grandi aziende americane con migliaia di dipendenti, come Compaq, Digital.. Attualmente dirige la Pinguin, nuova societa’ in grande espansione a San Francisco. (AGI)
Red/Cva/Cam