(AGI) - Palermo, 11 gen. - A un anno e mezzo dal conseguimento della laurea triennale, piu’ della meta’ dei laureati (58,6%) dell’Universita’ di Palermo decidono di proseguire gli studi, mentre il 27,6% si inseriscono nel mercato del lavoro e l’11,2% cercano un’occupazione. Segno che la laurea triennale non e’ vista come un traguardo, ma come un primo passo verso una formazione piu’ specifica. Un fenomeno comune agli altri atenei italiani, dove in media il 52,3% dei laureati decidono di continuare a studiare dopo il triennio, e dove pero’ - soprattutto al Nord e nelle realta’ produttivamente piu’ avanzate - il 40,1% trovano uno sbocco occupazionale. Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’indagine realizzata nel corso del 2006 sui giovani che si sono laureati fra maggio e dicembre 2004, in nove universita’ italiane, tra le quali Palermo, dal progetto “Stella” (Statistiche in tema di laureati e lavoro). La rilevazione ha coperto un campione di 6.277 giovani (1.174 a Palermo) laureati tra maggio a dicembre 2004: periodo preso in cui le nove universita’ italiane hanno sfornato 23.969 laureati, di cui 4.795 solo a Palermo.
A Palermo, unico ateneo del Sud preso in esame, il dato degli occupati e’ del 44,4%, mentre il 18,6% cercano un lavoro e il 33% continuano a studiare, frequentando un master, un dottorato di ricerca o iscrivendosi a una laurea di secondo livello. Le lauree del vecchio ordinamento che - secondo il rapporto - hanno garantito un piu’ veloce inserimento nel mondo del lavoro sono quelle in Ingegneria (68,3%), nei settori politico-sociale (65,7%) e nell’insegnamento (62%). “Abbiamo aderito al consorzio Stella -dice il rettore dell’ateneo di Palermo, Giuseppe Silvestri- per confrontarci con altre realta’ universitarie. E’ necessario un maggiore affinamento del dialogo fra universita’ e mondo del lavoro, per allargare le possibilita’ occupazionali dei nostri laureati”. (AGI)
Rap/Mzu