(AGI) - Roma, 13 lug. - Lascia, per raggiunti limiti d’eta’, il ‘trono’ di Rettore del maggiore ateneo europeo ‘La Sapienza’ di Roma e domani sera Ruggero Guarini festeggia, in uno dei circoli chic di Roma, l’addio con ex-elettori e collaboratori. E in pole position, il pro-rettore vicario Luigi Frati, che potrebbe esser eletto sin dalle prime votazioni se rinuncia a mettere un ’suo uomo’ come Preside della Facolta’ di Medicina, che dirige da 18 anni. Due i possibili ‘outsider’: Fabrizio Vestroni, il Preside della Facolta’ di Ingegneria e Francesco Avallone, ordinario di psicologia del Lavoro e delle organizzazioni.
Vero e’ che ci sono altri cinque candidati, Alberto Zuliani, docente di Statistica; Guido Martinelli, docente Dipartimento di Fisica; Luigi Campanella, ordinario di Chimica; Gianni Orlandi, ordinario di Ingegneria; Piero Marietti, direttore Dipartimento di Ingegneria, ma nessuno avrebbe i voti sufficienti per essere eletto al ballottaggio. Dunque, la lotta, secondo i ‘boatos’, sarebbe ristretta tra Frati, che dispone di 1500-1800 voti, provenienti in massima parte dalla Facolta’ di Medicina ma pure da altre Facolta’, e i due ‘outsider’ Avallone e Vestroni sui quali al ballottaggio si potrebbero indirizzare quei voti della Facolta’ di Medicina che non gradirebbero un passaggio diretto tra Frati e ‘un suo uomo’ alla guida della Facolta’.
Il piu’ grande Ateneo d’Europa con circa 145mila studenti e 4.700 docenti piu’ 5 mila tecnici e amministrativi, si appresta il 23 settembre, primo turno di votazioni, a scegliere dunque il nuovo Rettore, per la prima volta il voto sara’ elettronico, al posto di Guarini il cui mandato scade ad ottobre.
Nel suo programma Frati, esponente dell’area moderata, forte dell’attivita’ accademica nonche’ politica all’interno del primo ateneo italiano e di una prestigiosa esperienza di ricerca negli Usa, ha messo al centro “la necessita’ di un rafforzamento della competitivita’ internazionale” ed il riavvio dell’edilizia per il completamento di opere ferme da anni.
Come dire, un nome forte, per lui parlano pure i 18 anni di Preside della Facolta’ di Medicina, ma, si racconta, con un ‘punto debole’: lasciare ‘libera’ la poltrona di Preside per fare il pieno dei voti ed esser eletto sin dai primi scrutini o rischiare di perder la corsa al ‘trono’ di Rettore per aver ‘un suo uomo’ sulla poltrona di Preside della Facolta’ di Medicina.
Ritenuto un ‘potente’, ha in “Sapienza innova” il piano su cui il suo gruppo punta per la corsa al vertice: Frati potrebbe rischiare, come quattro anni fa, di perdere soltanto se dovesse pretender per un suo uomo la poltrona di Preside della Facolta’.
“Sono sempre stato votato da persone di destra come di sinistra, perche’ rappresento altri valori come meritocrazia, qualita’ di ricerca, competenza”, ama dire Frati ma questa volta “tenga conto - dicono i suoi amici ma anche nemici - del rinnovamento della Facolta’”. (AGI)
Pat