UNIVERSITA’: RICERCA,MONDO LAVORO PREMIA FACOLTA’ SCIENTIFICHE
venerdì, luglio 11th, 2008(AGI) - Milano, 11 lug. - Sono gli studenti di materie scientifiche, il 23,8% dei 46mila ‘dottori’ nel 2006, i piu’ richiesti dal mercato del lavoro lombardo. Per ogni 10 domande di ingegneri o statistici ci sono solo 3 laureati disponibili. La ricerca ‘L’incontro fra domanda - offerta di laureati in Lombardia, 2006 - 2007″ condotta dalla Camera di commercio di Milano conferma un teorema gia’ noto. Ingegneria, economia, chimica e matematica sono le facolta’ che offrono uno sbocco piu’ rapido.
Il vero dato nuovo e’ che anche i neolaureati che a Milano hanno scelto studi piu’ ‘a rischio’, come scienze politiche, lettere o scienze della formazione, riescono a trovare un’impiego, anche se meno remunerativo, precario e forse non proprio in linea con le aspettative. La vera pecora nera e’ giurisprudenza. Sforna dopo il tirocinio mille nuovi avvocati all’anno che si aggiungono ai 13mila giuristi nella sola provincia di Milano in un sistema che ha da tempo esaurito le capacita’ di assorbimento. I dati presentati a Milano dalla Camera di commercio hanno esaminato la situazione universitaria lombardia, riscontrando alcuni aspetti critici. In particolare il calo dei laureati, che da 48.713 nel 2005 sono passati a 45.473 nel 2006. E l’eta’ media dei ‘dottori’ ancora troppo alta, 24,3 anni per le triennali e 25,3 per le specialistiche, con un 23% degli iscritti che abbandona l’universita’ nei primi due anni di frequenza. “C’e’ una domanda non corrisposta - spiega Renato Borghi, presidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio che ha realizzato la ricerca - di laureati nelle materie scientifiche. Occorre saper valorizzare appieno le risorse umane di elevato profilo presenti nel nostro territorio”. Secondo lo studio quasi un triennalista su due non continua gli studi, e viene subito assorbito nel mondo del lavoro. Il 73,2%, uscito da triennali o specialistiche, viene calamitato dalle imprese, il 24,7% dalla pubblica amministrazione e solo il 2,1% dal terzo settore non imprenditoriale. Con contratti di lavoro a tempo indeterminato concessi solo al 17,3% dei neolaureati. “Il sistema occupazionale italiano - spiega Alberto Meomartini, consigliere incaricato per Scuola e Universita’ Assolombarda e presidente di Snam Rete Gas - tende a professionalizzarsi sempre di piu’. Le imprese devono far si’ che anche il laureato triennale sappia che ha diverse prospettive di carriera”. (AGI)
Red/Car
