Archivio per il luglio, 2008

UNIVERSITA’: RICERCA,MONDO LAVORO PREMIA FACOLTA’ SCIENTIFICHE

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Milano, 11 lug. - Sono gli studenti di materie scientifiche, il 23,8% dei 46mila ‘dottori’ nel 2006, i piu’ richiesti dal mercato del lavoro lombardo. Per ogni 10 domande di ingegneri o statistici ci sono solo 3 laureati disponibili. La ricerca ‘L’incontro fra domanda - offerta di laureati in Lombardia, 2006 - 2007″ condotta dalla Camera di commercio di Milano conferma un teorema gia’ noto. Ingegneria, economia, chimica e matematica sono le facolta’ che offrono uno sbocco piu’ rapido.

Il vero dato nuovo e’ che anche i neolaureati che a Milano hanno scelto studi piu’ ‘a rischio’, come scienze politiche, lettere o scienze della formazione, riescono a trovare un’impiego, anche se meno remunerativo, precario e forse non proprio in linea con le aspettative. La vera pecora nera e’ giurisprudenza. Sforna dopo il tirocinio mille nuovi avvocati all’anno che si aggiungono ai 13mila giuristi nella sola provincia di Milano in un sistema che ha da tempo esaurito le capacita’ di assorbimento. I dati presentati a Milano dalla Camera di commercio hanno esaminato la situazione universitaria lombardia, riscontrando alcuni aspetti critici. In particolare il calo dei laureati, che da 48.713 nel 2005 sono passati a 45.473 nel 2006. E l’eta’ media dei ‘dottori’ ancora troppo alta, 24,3 anni per le triennali e 25,3 per le specialistiche, con un 23% degli iscritti che abbandona l’universita’ nei primi due anni di frequenza. “C’e’ una domanda non corrisposta - spiega Renato Borghi, presidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio che ha realizzato la ricerca - di laureati nelle materie scientifiche. Occorre saper valorizzare appieno le risorse umane di elevato profilo presenti nel nostro territorio”. Secondo lo studio quasi un triennalista su due non continua gli studi, e viene subito assorbito nel mondo del lavoro. Il 73,2%, uscito da triennali o specialistiche, viene calamitato dalle imprese, il 24,7% dalla pubblica amministrazione e solo il 2,1% dal terzo settore non imprenditoriale. Con contratti di lavoro a tempo indeterminato concessi solo al 17,3% dei neolaureati. “Il sistema occupazionale italiano - spiega Alberto Meomartini, consigliere incaricato per Scuola e Universita’ Assolombarda e presidente di Snam Rete Gas - tende a professionalizzarsi sempre di piu’. Le imprese devono far si’ che anche il laureato triennale sappia che ha diverse prospettive di carriera”. (AGI)

Red/Car

UNIVERSITA’: RICERCA,MONDO LAVORO PREMIA FACOLTA’ SCIENTIFICHE

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Milano, 11 lug. - Sono gli studenti di materie scientifiche, il 23,8% dei 46mila ‘dottori’ nel 2006, i piu’ richiesti dal mercato del lavoro lombardo. Per ogni 10 domande di ingegneri o statistici ci sono solo 3 laureati disponibili. La ricerca ‘L’incontro fra domanda - offerta di laureati in Lombardia, 2006 - 2007″ condotta dalla Camera di commercio di Milano conferma un teorema gia’ noto. Ingegneria, economia, chimica e matematica sono le facolta’ che offrono uno sbocco piu’ rapido. Il vero dato nuovo e’ che anche i neolaureati che a Milano hanno scelto studi piu’ ‘a rischio’, come scienze politiche, lettere o scienze della formazione, riescono a trovare un’impiego, anche se meno remunerativo, precario e forse non proprio in linea con le aspettative. La vera pecora nera e’ giurisprudenza. Sforna dopo il tirocinio mille nuovi avvocati all’anno che si aggiungono ai 13mila giuristi nella sola provincia di Milano in un sistema che ha da tempo esaurito le capacita’ di assorbimento. I dati presentati a Milano dalla Camera di commercio hanno esaminato la situazione universitaria lombardia, riscontrando alcuni aspetti critici. In particolare il calo dei laureati, che da 48.713 nel 2005 sono passati a 45.473 nel 2006. E l’eta’ media dei ‘dottori’ ancora troppo alta, 24,3 anni per le triennali e 25,3 per le specialistiche, con un 23% degli iscritti che abbandona l’universita’ nei primi due anni di frequenza. “C’e’ una domanda non corrisposta - spiega Renato Borghi, presidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio che ha realizzato la ricerca - di laureati nelle materie scientifiche. Occorre saper valorizzare appieno le risorse umane di elevato profilo presenti nel nostro territorio”. Secondo lo studio quasi un triennalista su due non continua gli studi, e viene subito assorbito nel mondo del lavoro. Il 73,2%, uscito da triennali o specialistiche, viene calamitato dalle imprese, il 24,7% dalla pubblica amministrazione e solo il 2,1% dal terzo settore non imprenditoriale. Con contratti di lavoro a tempo indeterminato concessi solo al 17,3% dei neolaureati. “Il sistema occupazionale italiano - spiega Alberto Meomartini, consigliere incaricato per Scuola e Universita’ Assolombarda e presidente di Snam Rete Gas - tende a professionalizzarsi sempre di piu’. Le imprese devono far si’ che anche il laureato triennale sappia che ha diverse prospettive di carriera”. (AGI)

Red/Car

IN ARRIVO IL LASER FERMI

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Trieste, 11 lug. - Come si trasmette l’energia da un atomo all’altro? Che cosa succede durante una reazione chimica, nel momento esatto in cui si rompe un legame? E poi, quando se ne forma uno nuovo? Come osservare - in tempo reale - le fasi che permettono alla molecola di un farmaco di attaccarsi al suo recettore proteico? O seguire passo dopo passo le transizioni di un canale ionico al lavoro nella membrana cellulare? Proprio per dare nuove risposte a quesiti come questi sta nascendo il Laser a elettroni liberi ‘FERMI@Elettra’. Sara’ una sorgente di quarta generazione - operativa nel 2009 a fianco all’anello del sincrotrone triestino - capace di emettere flash di luce ultrabrevi (della durata appunto di qualche decina di femtosecondi) e ultrabrillanti (fino a 100 miliardi di miliardi di volte piu’ del sole), con cui immortalare con incredibile precisione fasi istantanee di una reazione chimica o stati transitori della materia. Gli impulsi prodotti avranno frequenza variabile dall’ultravioletto ai raggi X ’soffici’ e saranno dotati di eccezionale coerenza. Con questa tecnologia, i ricercatori potranno scattare una serie di ‘istantanee’ in sequenza, da cui ottenere poi, per la prima volta, un vero film del fenomeno in atto: dalla propagazione di un’onda di calore alla crescita di una membrana biologica, fino all’azione di un catalizzatore. Il nuovo Laboratorio integrera’ e ampliera’ gli ambiti di ricerca e l’offerta tecnologica del centro triestino gestito da Sincrotrone Trieste: come l’anello di luce di sincrotrone Elettra, anche ‘FERMI’ sara’ una struttura open access, aperta cioe’ ai ricercatori della comunita’ internazionale, in base al valore della loro proposta scientifica. La possibilita’ di analizzare processi chimici, fisici e biochimici ultraveloci aprira’ nuove frontiere di ricerca in campi molto diversi: dalle scienze della vita alla farmacologia, dalle scienze dei materiali alla chimica e all’ambiente, fino alle nanotecnologie e all’elettronica. Saranno tre le principali linee sperimentali. Una prima, detta di microscopia, sara’ dedicata all’acquisizione di immagini bi e tridimensionali, soprattutto di campioni biologici e chimici; una seconda prendera’ in esame le dinamiche di trasformazione e perturbazione in sistemi liquidi e fluidi, vetri, polimeri e superfici in genere; una terza, infine, riguardera’ l’analisi di materiali a bassa densita’, come gas e radicali liberi. Il progetto ‘FERMI@Elettra’, da 124 milioni di euro, e’ sostenuto dallo Stato Italiano, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’Unione Europea e da un prestito della Banca Europea per gli investimenti. (AGI)

Red/Cva

INGEGNERIA GENETICA: ICGEB DIVENTA CENTRO D’ECCELLENZA

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Trieste, 11 lug. - Negli ultimi 3 anni, il numero dei ricercatori che operano presso i laboratori del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) di Trieste e’ salito a piu’ di 200 persone, divisi in 17 diversi gruppi di ricerca. Sono inoltre stati installati 5 nuovi gruppi di ricerca, reclutati grazie a una selezione a livello internazionale (i responsabili di questi nuovi gruppi sono 2 italiani, 2 argentini ed un americano); i gruppi di ricerca hanno goduto di piu’ di 4,4 milioni di euro di finanziamento esterno, provenienti da 60 diverse agenzie che finanziano la ricerca. Infine, negli ultimi tre anni i ricercatori dell’Icgeb di Trieste hanno firmato piu’ di 200 pubblicazioni scientifiche su riviste scientifiche internazionali di grande visibilita’, e piu’ di 180 ricercatori di spicco, inclusi diversi premi Nobel, hanno presentato i risultati delle loro ricerche presso i laboratori di Trieste, interagendo con gli oltre 60 studenti di dottorato che li’ prestano la loro attivita’. Questi, in sintesi, i numeri presentati oggi dall’Icgeb in occasione della celebrazione del 30esimo anniversario di Area Science Park. L’Icgeb e’ un’organizzazione Internazionale che opera dal 1987 all’interno del Sistema delle Nazioni Unite, con il mandato di offrire, soprattutto agli scienziati dei Paesi in via di sviluppo, un centro di eccellenza per la ricerca e la formazione nel campo della biologia molecolare e delle biotecnologie. Le attivita’ del Centro sono sostenute da 57 Paesi. E’ costituito da tre Componenti principali, una a Trieste (dove e’ anche ubicata la Direzione Generale) e le altre a New Delhi in India ed a Cape Town in Sudafrica, e da una rete di centri affiliati in tutto il mondo. Gode attualmente del sostegno di 77 Paesi membri. Il direttore generale dell’Icgeb e’ Francisco E. Baralle. Nella sede di Trieste, diretta da Mauro Giacca, operano 17 gruppi di ricerca, la cui attivita’ coinvolge piu’ di 200 persone, di oltre 30 diverse nazionalita’. I programmi di ricerca sono prevalentemente indirizzati a studi di biologia molecolare nel campo della biomedicina ed includono progetti di ricerca di base (controllo dell’espressione genica, replicazione del Dna), virologia (Hiv, Hpv, Rotavirus), immunologia, genetica molecolare umana di malattie con eredita’ semplice e complessa e terapia genica. (AGI)

Red/Cva

NUOVO SOFTWARE IN AIUTO DELL’INVESTIGAZIONE

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Trieste, 11 lug. - Un nuovo software per l’elaborazione, l’analisi e il miglioramento della qualita’ di immagini e filmati provenienti da circuiti di videosorveglianza, telefonini, fotocamere utilizzabili in ambito investigativo e di pubblica sicurezza. Si chiama ‘Amped FIVE’ ed e’ presentato oggi dal parco scientifico e tecnocologico di Trieste, Area Science Paek, in occasione del suo 30esimo anniversario. FIVE e’ un software che consente di rielaborare ed analizzare immagini provenienti da circuiti di videosorveglianza, telefonini, fotocamere, migliorandone la qualita’ cosi’ da risalire a dettagli altrimenti impossibili da decifrare, e venendo incontro al bisogno sempre piu’ vivo di trarre materiale utile anche da fonti qualitativamente pessime. Il valore aggiunto e’ dato dalla velocita’ e facilita’ d’uso. Come accade ‘magicamente’ in serial Tv come CSI, con la polizia scientifica in grado di risalire da frammenti di immagini impossibili a fisionomie definite o numeri di targa nitidi, grazie a questo software e ai suoi complessi algoritmi matematici si ottengono risultati stupefacenti, raccogliendo informazioni altrimenti perse per le indagini. Questo software riunisce in un solo prodotto tutti i procedimenti di ricostruzione delle immagini prima confinati all’ambito della ricerca, introducendo nuovi metodi di elaborazione sviluppati su misura per le tipiche situazioni dell’ambito investigativo e supportando, allo stesso tempo, un numero di formati di immagini e filmati superiore a qualsiasi altro sistema. Inoltre permette di combinare i diversi filtri di elaborazione in maniera molto veloce, cosi’ da fare diverse prove in un tempo minimo, fino ad ottenere il risultato migliore. Nato nel 2006 dalla tesi di laurea in ingegneria elettronica del giovane Martino Jerian, sviluppata in collaborazione con il Ris di Parma, ‘Five’ sta conquistando l’attenzione anche delle altre polizie europee, a cominciare dalla polizia svedese, che ha di recente acquistato l’applicativo. Il software e’ tuttora in continua evoluzione per venire incontro a tutte le possibili esigenze e richieste di questo affascinante settore. (AGI)

Red/Cva

FONDAZIONE GATES DONA 3 MLN DOLLARI A ICGEB PER BIOSICUREZZA

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Trieste, 11 lug. - Il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) ha ricevuto un fondo di 3 milioni di dollari dalla Fondazione Bill e Melinda Gates per lo svolgimento di un progetto atto a supportare lo sviluppo di efficaci sistemi di sicurezza e regolamentazione nel campo delle biotecnologie in Africa. Scopo principale dell’iniziativa sara’ fornire formazione, informazione ed altre attivita’ di supporto a specialisti provenienti dal continente, consentendo ai paesi africani di accedere in modo sicuro ai progressi della scienza. Il progetto assistera’ i governi e gli scienziati della regione nella creazione di idonei sistemi di regolamentazione, in ottemperanza alle linee guida riconosciute a livello internazionale per la protezione del consumatore e dell’ambiente. Gli obiettivi del progetto si allineano con le raccomandazioni riportate in un recente documento pubblicato dall’Unione Africana e dal ‘New Partnership for Africa’s Development’ (NePAD) che ha sottolineato il bisogno di sviluppare la capacita’ scientifica necessaria a valutare e regolamentare le biotecnologie in Africa. ‘L’affidamento all’Icgeb da parte della Fondazione Gates di un progetto di tale valore e portata - ha affermato Decio Ripandelli, direttore delle Relazioni Internazionali dell’Icgeb e responsabile dell’Unita’ di Biosicurezza del Centro - rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione e sottolinea l’importanza di ‘creare capacita’ in Africa per un adeguata regolamentazione delle biotecnologie, testimoniando nel contempo della credibilita’ internazionale dell’Icgeb in questo settore, grazie ad un approccio basato esclusivamente su valutazioni di carattere scientifico’. Avvalendosi principalmente delle strutture della nuova componente di Cape Town (Sudafrica), l’Icgeb istituira’ dei punti focali a livello regionale da cui personale esperto in materia organizzera’ corsi di formazione teorici e pratici espressamente indirizzati a scienziati e rappresentanti delle autorita’ nazionali competenti nella regione. (AGI)

Red/Cva (Segue)

PECHINO 2008: IN ARRIVO L’ANTIDOPING GENETICO

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Trieste, 11 lug. - Atleti geneticamente modificati? L’antidoping si adegua. In vista delle Olimpiadi di Pechino, torna alla ribalta il doping con le sue nuove frontiere che procedono al passo con la scienza: il doping genetico. Uno studio del Centro Internazionale di Ingegneria genetica e Biotecnologie (Icgeb), commissionato dalla Wada (World Anti-doping Agency - Agenzia mondiale antidoping), cerca di giocare d’anticipo. Infatti, la Wada, a partire da quest’anno ha inserito nella lista delle sostanze e metodi proibiti anche gli inibitori della miostatina e gli agenti che ne modificano le funzioni, tra i quali il ‘Repoxygen’, primo prodotto del doping genetico entrato nella storia dello sport. Per far fronte a questi nuovi scenari, la Wada ha deciso di finanziare la ricerca dei metodi che smascherino il doping genetico. L’Icgeb di Trieste, diretto da Mauro Giacca, si occupa da diversi anni della possibilita’ di indurre la formazione di nuovi vasi sanguigni nei pazienti con infarto o ischemia cardiaca cronica mediante terapia genica. Il laboratorio ha modificato un piccolo virus, chiamato Aav, in modo da utilizzarlo per veicolare una serie di geni che stimolano la formazione di nuovi capillari ed arterie. I risultati sugli animali sono molto brillanti: alcuni di questi geni hanno un potente effetto proangiogenetico e l’apporto di sangue che essi determinano e’ in grado di compensare o riparare i danni causati dall’infarto. Inaspettatamente, questa ricerca ha suscitato l’interesse della World Anti-Doping Agency (WADA) di Montreal (Canada), in quanto uno dei geni che ha effetto benefico nel cuore potrebbe essere anche inoculato nei muscoli scheletrici ed essere quindi utilizzato in maniera inappropriata dagli atleti a fini di doping. Il gene in questione e’ l’IGF-1, codifica per un fattore di crescita simile all’insulina, che esercita un potente effetto ipertrofizzante sulle cellule muscolari, sia cardiache sia scheletriche. (AGI)

Red/Cva (Segue)

FARMACI GENERICI: L’ICGEB INSEGNA TECNOLOGIA A PAESI POVERI

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Trieste, 11 lug. - Fino ad oggi il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) ha condotto piu’ di 70 operazioni di trasferimento tecnologico per la produzione di farmaci generici biosimili. In particolare, sono state portate a termine operazioni con ben 17 Paesi, tra i quali Argentina, Brasile, Cuba, Egitto, India, Iran, Pakistan, Sri Lanka, Uruguay, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Venezuela. L’Icgeb ha anche concesso alcuni brevetti e fornito servizi ad aziende in Paesi sviluppati quali Usa, Canada, Svezia, The Netherlands, e Italia, con formule di non-concorrenzialita’ verso i Paesi in via di sviluppo. Complessivamente, quest’attivita’ ha generato piu’ di 3,5 milioni di euro per l’Icgeb, fondi che sono stati re-investiti in ricerca. Queste, in sintesi, le conclusioni emerse dalla presentazione delle attivita’ dell’Icgeb che si e’ tenuta oggi a Trieste in occasione del 30esimo anniversario di Area Science Park. Esistono oggi numerosi farmaci ottenuti grazie all’ingegneria genetica mediante l’impiego di proteine ricombinanti, che vengono prodotti nei batteri, nelle linee cellulari o nelle piante. Tra questi, il primo prodotto generato e’ stato l’insulina, seguito dall’eritropoietina, l’ormone della crescita, l’interferone, da fattori di crescita, da anticorpi monoclonali e molti altri. Si stima che il mercato dei generici nel 2010 varra’ piu’ di 50 miliardi di dollari a livello internazionale. Recentemente, buona parte dei brevetti depositati negli anni ‘80 sono scaduti o stanno per scadere, rendendo quindi possibile la produzione e la successiva commercializzazione come generici (o biosimili) di numerosi farmaci attualmente sul mercato. I generici contengono lo stesso principio attivo del prodotto da banco ma hanno il vantaggio di costare meno (circa 7.500 dei 10.000 farmaci che sono oggi in commercio hanno controparti generiche). Si stima che nel 2010 - tra 2 anni, quindi - il mercato dei generici ammontera’ a qualcosa intorno a 14 miliardi di dollari. A Trieste, presso l’Icgeb, e’ attiva una struttura per lo sviluppo e la produzione di farmaci generici che permette di produrre eritropoietina (che ha lo share piu’ grande tra tutti i farmaci ricombinanti e si usa in tutte le forme di insufficienza renale), interferone (trattamento dell’epatite C), fattore di crescita dei granulociti (G-CSF, che si usa per stimolare la produzione di globuli bianchi durante la chemioterapia antitumorale) ed insulina (terapia del diabete). Lo scopo dell’attivita’ dell’Icgeb non e’ quello di produrre in prima persona i farmaci (essendo l’Icgeb un ente internazionale no-profit) ma di insegnare le tecnologie per la produzione ad imprese farmaceutiche internazionali, aventi sede nei suoi Paesi membri. (AGI)

Red/Cva

DIAGNOSI DELOCALIZZATA: ALLO STUDIO UN NUOVO DISPOSITIVO

venerdì, luglio 11th, 2008

(Agi) - Trieste, 11 lug. - Un nuovo dispositivo per permettere di effettuare analisi a distanza. Viene definita point-of-care (Poc) ed e’ la diagnostica ‘delocalizzata’, ovvero l’esecuzione di esami diagnostici nel luogo dove si assiste il malato. La sua importanza si spiega pensando al medico che, di fronte al suo paziente, puo’ disporre immediatamente delle informazioni diagnostiche in grado di aiutarlo a prendere una decisione tempestiva, senza la necessita’ di passare da un laboratorio di analisi.

Il mercato di questo tipo di diagnostica e’ in forte espansione negli Stati Uniti e anche in Europa. A Trieste il Laboratorio di Virologia Molecolare del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) partecipa a un Consorzio che mette insieme imprese (Centro Ricerche Plastoptica S.p.A., Eurotech S.p.A., Euroclone S.p.A., Alphagenics S.r.l.) e ricerca pubblica (oltre all’Icgeb, il Dipartimento di Biologia dell’Universita’ di Trieste), con l’obiettivo di realizzare un dispositivo portatile innovativo per la diagnostica Poc. Un dispositivo basato sulla tecnologia dei Led organici e dell’amplificazione genica, integrati con un computer miniaturizzato, in grado di fornire una risposta diagnostica immediata a partire da un campione biologico. La diagnostica Poc diventa uno strumento indispensabile in contesti come quelli Paesi in via di sviluppo, dove la presenza di strutture ospedaliere non e’ capillarmente distribuita sul territorio. In questi casi strumenti portatili per la diagnostica Poc permetterebbero il monitoraggio di una vasta gamma di patologie anche in aree territoriali periferiche e in realta’ ambientali difficili, senza il passaggio da un laboratorio di analisi centralizzato. Una prospettiva di grande rilevanza per l’Icgeb, il cui mandato prevede proprio di facilitare l’accesso dei Paesi in via di sviluppo alle biotecnologie innovative. (AGI)

Red/Cva (Segue)

UNIVERSITA’ PALERMO: ISCRIZIONI ONLINE,NUOVA OFFERTA DIDATTICA

venerdì, luglio 11th, 2008

(AGI) - Palermo, 11 lug. - Un giovane del Rinascimento, ma con un mouse in mano, e’ il protagonista della campagna di comunicazione promossa per informare studenti e famiglie della “rivoluzione” informatica. Seguendo le istruzioni su www.unipa.it, inserendo i propri dati anagrafici e patrimoniali e il codice del corso prescelto (la cui indicazione e’ quest’anno obbligatoria), il sistema calcola automaticamente le tasse dovute dallo studente rispetto alla fascia di reddito familiare. Compilato il modulo e pagato il bollettino in qualsiasi agenzia del Banco di Sicilia, istituto tesoriere dell’Universita’ (o via Internet, con carta di credito), si e’ automaticamente iscritti. Gli iscritti al primo anno riceveranno on line anche il proprio numero di matricola. L’unico adempimento da fare, ma senza alcuna scadenza perentoria, sara’ portare successivamente modulo stampato e ricevuta del bollettino di pagamento (insieme con la copia di un valido documento d’identita’) alle segreterie, per perfezionare l’iscrizione. Le scadenze. Dal primo luglio e’ possibile iscriversi al portale studenti, dove, dai prossimi giorni, saranno pubblicati i bandi per i corsi a numero programmato e per i corsi che prevedono un test di verifica delle conoscenze iniziali, test obbligatorio ma non selettivo. Le immatricolazioni e le iscrizioni on line ai corsi ad accesso libero si aprono l’1 settembre e si chiudono il 5 novembre 2008: quest’anno non c’e’ alcuna proroga con pagamento di mora.

Per i corsi a numero programmato o che prevedono un test di verifica delle conoscenze iniziali, la domanda di partecipazione e’ pure on line (basta pagare il contributo, conservare la ricevuta del versamento e portarla alle prove, nel caso venisse richiesta) ma per le scadenze bisogna fare riferimento ai singoli bandi di concorso o decreti rettorali. L’offerta didattica. Nell’anno accademico 2007-2008 i corsi erano 186 tra triennali di primo livello (107), specialistici biennali di secondo livello (67) e specialistici a ciclo unico (12). Nel 2008-2009 l’offerta “dimagrisce” soprattutto per quanto riguarda i corsi triennali: diventano 90, mentre cala di poco il numero dei biennali di secondo livello (63) e resta inalterato quello degli specialistici a ciclo unico, anche detti magistrali, sempre 12. In tutto 165. Novita’ nella maggior parte delle facolta’, a eccezione di Agraria, Medicina e Chirurgia, Scienze della Formazione e Scienze motorie. Le piu’ rilevanti a Giurisprudenza, Scienze politiche e Lettere: nelle prime due viene introdotto il test di verifica delle conoscenze iniziali per le matricole. A Lettere, in molti corsi, cade il numero programmato e viene pure introdotto il test di verifica. E novita’ consistenti pure a Economia, Ingegneria, Scienze matematiche, fisiche e naturali: a Scienze il corso in Scienze biologiche diventa a numero programmato e viene proposto in cinque sedi diverse (oltre a Palermo, Trapani, Caltanissetta, Termini Imerese e Castelbuono). (AGI)

Mrg

AMBIENTE: L’AQUILA, “IL PARCO DEL VETOIO: TRA NATURA E SALUTE”

giovedì, luglio 10th, 2008

(AGI) - L’Aquila, 10 lug. - Si chiama “Il Parco del Vetoio: tra Natura e Salute” ed e’ un progetto innovativo ed originale che prevede la riqualificazione ambientale dell’area circostante l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. L’idea, elaborata da uno studio dell’ex direttore sanitario della Asl aquilana Umberto Giammaria, e’ stata ripresa dal Lions News Century dell’Aquila con il contributo tecnico della societa’ di architettura ed ingegneria DUNaMIS, e sara’ portata avanti grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila ed andra’ ad intervenire su una vasta zona abbandonata e quindi inutilizzata ma dall’alto valore ambientale attraversata dal fiume Aterno e caratterizzata dal Lago Vetoio, uno specchio d’acqua tra i piu’ limpidi e puliti d’Abruzzo. Il progetto prevede il recupero e l’umanizzazione di queste aree verdi attraverso interventi di riqualificazione ambientale e la creazione di itinerari didattici, educativi e riabilitativi. L’intervento rendera’ la zona del Vetoio, trasformata in parco, un elemento centrale del nuovo sviluppo della citta’ dotando L’Aquila di un polmone verde godibile da tutti i cittadini e dai degenti del S. Salvatore. La proposta e’ quella di trasformare l’ospedale, finora concepito in funzione dell’attivita’ del medico, in una struttura nella quale il paziente deve trovarsi a proprio agio in qualsiasi momento e l’Ospedale sara’ percepito, dai “cittadini sani” come luogo di incontro, di integrazione e di socialita’. La zona di intervento e’ stata individuata seguendo quelli che sono i confini naturali del sito, andando cosi’ a delimitare un’area di circa 23 ettari compresi tra il fiume Aterno ad Ovest, l’ospedale S. Salvatore ed il lago Vetoio a Nord, l’area di proprieta’ delle Poste a Sud. (AGI)

Com/Ett

SVILUPPO: VIA LIBERA A PROGETTO SPECIALE “VALLE ROVETO”

giovedì, luglio 10th, 2008

(AGI) - L’Aquila, 10 lug. - Via libera della Giunta regionale al Progetto speciale territoriale ‘Valle Roveto’, presentato dall’assessore alla Pianificazione urbanistica e territoriale, Fernando Fabbiani. Il progetto individua tre macro aree di intervento: qualita’ ambientale, efficienza dei sistemi insediativi e strutturali, sviluppo dei settori trainanti. Il provvedimento deliberato dalla Giunta e’ stato salutato con favore anche dall’assessore Giovanni D’Amico, che ha seguito nella sua veste di responsabile degli enti locali l’iter del progetto speciale. ‘Ora la parola passa alle amministrazioni locali - ha detto D’Amico -, in particolare ai sindaci e alle Comunita’ montane, che devono impegnarsi per realizzare il miglior risultato progettuale e il massimo degli investimenti qualificati. Sono convinto che gli amministratori della Valle Roveto sapranno rispondere nel migliore dei modi per impegnare le risorse stanziate’. Per quanto riguarda la qualita’ ambientale il progetto speciale prevede la rivalutazione dell’area dei Monti Simbruini, un piano di tutela e valorizzazione del sistema fluviale della Valle del Liri e un progetto per la rivalutazione delle zone di interesse turistico. Sul fronte dei sistemi insediativi si prevede il riassetto della rete dei trasporti per il potenziamento della linea ferroviaria e dell’ex statale 82. Per quanto riguarda lo sviluppo dei settori trainanti, il progetto speciale guarda con attenzione all’agricoltura, alle aree di Capistrello, Civitella Roveto e Morino, al rapporto cave/ambiente e all’applicazione in via sperimentale di tecniche di ingegneria naturalistica in collaborazione con l’Universita’ dell’Aquila. (AGI)

Com/Ett

BENI CULTURALI: A PALERMO PROTOTIPO DI FRUIZIONE MULTIMEDIALE

mercoledì, luglio 9th, 2008

(AGI) - Palermo, 9 lug. - Conoscere da vicino lo straordinario tessuto pittorico del soffitto ligneo della Sala Magna di Palazzo Steri con i suoi 230 metri quadrati di decorazioni. Adesso e’ possibile, grazie a una postazione multimediale che permette di vedere con la “lente d’ingrandimento” le scene descritte su travi, lacunari e mensole del soffitto, scegliendo il percorso preferito e ascoltando una guida vocale virtuale che illustra i soggetti delle pitture. E’ un prototipo realizzato nell’ambito di un progetto di documentazione digitale, curato dai dipartimenti di Rappresentazione e di Ingegneria informatica dell’universita’ di Palermo, in collaborazione con il Centro regionale per l’inventario, il catalogo e la documentazione dei beni culturali. Il soffitto e’ stato istoriato tra il 1377 e il 1380 da tre artisti-artigiani siciliani, che probabilmente avevano appreso la tecnica dagli arabi, Cecco di Naro, Simone da Corleone e Darenu da Palermo, su commissione di Manfredi Chiaramonte. Nelle rappresentazioni c’e’ tutto il vasto repertorio figurativo, religioso ma anche cronachistico, che rispecchia la societa’ siciliana del Trecento. Il progetto di fruizione multimediale e’ stato avviato all’inizio del 2007 con i rilievi del soffitto della Sala Magna mediante tecniche fotogrammetriche digitali e laser scanning, che hanno consentito di realizzare una documentazione completa delle decorazioni pittoriche delle 24 travi. Su una porzione corrispondente alle travi ottava e nona, che narrano le gesta del ciclo troiano, e’ stato realizzato un modello tridimensionale fotorealistico, che consente un viaggio virtuale attraverso le splendide pitture. Per accompagnare la navigazione e’ stata realizzata una guida vocale, in collaborazione con la societa’ Media Voice di Roma. “Si tratta di un prototipo limitato a una porzione del soffitto, ma speriamo di potere estendere il lavoro e offrire questo nuovo servizio ai visitatori che ogni giorno vengono ad ammirare questo gioiello”, ha detto il rettore, Giuseppe Silvestri. (AGI)

Rap/Mzu