TUMORI: MODENA, TERAPIA DA STAMINALI DA TESSUTO ADIPOSO
mercoledì, aprile 21st, 2010(AGI) - Modena, 21 apr. - Gli studi del Policlinico di Modena hanno ora permesso di raggiungere importanti ed incoraggianti risultati in modelli pre-clinici condotti anche su cellule primarie di tumore. Nello studio i ricercatori hanno testato l’efficacia delle staminali modificate in laboratorio su diversi tipi di tumore caratterizzati da prognosi infausta quali: tumore del colon, pancreas e cervice uterina. Gli studi condotti hanno rivelato una significativa efficacia dell’approccio proposto anche in modelli animali. Lo studio ha inoltre dimostrato la possibilita’ di associare alla terapia cellulare proposta, un piu’ classico agente chemioterapico per ottenere un consistente effetto anche contro il tumore del seno. Inoltre, lo studio ha dimostrato la capacita’ di queste cellule staminali di indurre apoptosi anche in cellule primarie di tumore al polmone aprendo cosi’ un promettente e incoraggiante scenario nel trattamento del piu’ letale e frequente tumore. “Questo studio - sottolinea Dominici - rappresenta un iniziale ma importante traguardo poiche’ consente di creare a livello nazionale e in particolare a Modena un nuovo modo per curare il cancro. Ora l’obiettivo e’ raggiungere il letto del paziente mediante studi clinici di fase I e il recente finanziamento del ministero della Salute contribuira’ al raggiungimento dello scopo”. Infatti, il proseguo dello studio sara’ possibile grazie al progetto triennale Cellule staminali mesenchimali e cancro: verso applicazioni terapeutiche piu’ sicure (”Mesenchymal stem cells and cancer: toward safer cell-based therapeutic applications”) che ha recentemente ottenuto un finanziamento dal ministero della Salute nell’ambito del bando per giovani ricercatori 2008 accordato al professor Dominici. Lo studio ora proseguira’ ancora in fase pre-clinica per circa un anno in modo tale da ottenere ulteriori dati che consentiranno di partire in sicurezza con il percorso autorizzativo e la produzione cellulare a scopo clinico. Il trasferimento di questo nuovo approccio di terapia cellulare nell’uomo e’ atteso in meno di due anni. “Il vantaggio della tecnica messa appunto dall’equipe del Policlinico - ha spiegato il professor Pier Franco Conte, direttore della Struttura Complessa di Oncologia - e’ legato alla possibilita’ di ottenere cellule staminali dallo stesso paziente con tumore, in cui generalmente le cellule staminali ottenibili dal midollo osseo possono essere danneggiate da precedenti chemioterapie. In pratica, viene fatto un piccolo prelievo di grasso ed il materiale ottenuto viene portato in laboratorio dove viene processato al fine di isolare cellule staminali che poi vengono ad essere modificate con complesse tecniche di ingegneria genica. Una volta ‘armate’ per la produzione di TRAIL vengono quindi utilizzate contro i tumori”. (AGI) Ari
