NUCLEARE: OICE, NON PARTIAMO DA ZERO; PRIME CENTRALI NEL 2020
venerdì, maggio 21st, 2010(AGI) - Roma, 21 mag. - Sul nucleare l’Italia non parte da zero e “realisticamente le prime centrali potrebbero essere pronte all’inizio del decennio del 2020″. E’ quanto ha sottolineato il presidente dell’Oice (Associazione delle organizzazioni di ingegneria di architettura e di consulenza tecnico-economica) Braccio Oddi Baglioni aggiungendo che “alcune nostre societa’, grazie al lavoro compiuto all’estero, non hanno mai abbandonato completamente il settore, per cui se e’ vero che alcune tecnologie dovremo obbligatoriamente comprarle da chi in questi anni le ha messe a punto, interessanti prospettive si aprono anche per le societa’ italiane che non vorranno sicuramente essere solo colonizzate da aziende estere, ma lavoreranno insieme in un processo che serve a ridare alla nostra ingegneria in questo campo lo stesso livello d’eccellenza che ha in altri settori”.
“Il problema del piano energetico nazionale - ha proseguito Baglioni - deve essere interpretato con una mentalita’ nuova e non piu’ condizionata da logori schemi politici. La scelta dell’abbandono dell’opzione nucleare derivata dallo choc psicologico di Chernobyl, ci ha costretto per oltre vent’anni ad un costo dell’energia, sia in termini puramente monetari che di inquinamento ambientale, di cui e’ sta sottovalutata la portata. Per questo, come tutti i tecnici del settore, abbiamo visto con soddisfazione la decisione del Governo di riprendere il percorso verso il nucleare, compatibilmente con i tempi tecnici che non sono certo corti, per dotarci di centrali che soddisfino una parte non minore del nostro bisogno energetico”.
L’associazione condivide il piano messo a punto dal governo sul mix energetico futuro: 25 % di rinnovabili; 25% di nucleare e 50% (invece dell’83% attuale) da fonti fossili per combattere i cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di Co2. (AGI) Red (Segue)
